english version

2009/06/05

we just started to translate our txt’s in english. enjoy.

soundscapes in Pavia
Pavia is a silent city: few cars in the city center, quiet crowd and a light sound of vehicles wheel stumbling on stone pavements. Is it possible that a city can have a public problem, with its soundscape? And why the “hidden dream” seems always to be silence? We have asked to the citizens of Pavia what do they think of the city sound. We have listened their opinions and discovered a sensibility about soundscape different from who is born in Pavia and who come from outside. The indigenous inhabitants have a trained ear to silence and lament the absence of it. But noises in Pavia are not the ones of the industrial metropolis, imagined by Luigi Russolo. It’s a chit-chatting, a human body resonance, sociality that become sound in the streets. For who comes for big cities that’s not noise.
We researched connecting structure, urban furniture, though a social agglutinant tool and a communicational device.
Theremin Urbani / Urban Theremin
Based on a multidisciplinary approach, that includes architecture, semiotics geography, economy, musicology, we have mapped soundscapes in Pavia. We have produced a map with meaningful areas classified by noise, silence, sociability; hidden silence corner as San Michele; hype-noisy-places as piazza della Vittoria, Strada Nuova; or in-between places as piazza Leonardo Da Vinci.
On the base of this complex soundscape we have adapted an instrument as a spatial tool, the Theremin. This is an instruments that makes music without mechanic energy, as a orchestra maestro simply moves his hands and this movements creates music.”, Lev Thermen, Theremin inventor, 1930.
The urban theremin is an interface set in the public space that produces music only when human being are preesnt. It has a “voice” that is situated in between silence and noise. Urban theremin has the potential to make people aware to be active body in space, thus theirs wandering in public space produce a train of consequences – acoustic consequences. Those consequences transform public live in the urban space.
Urban Theremin it’s a tool for inclusiveness, that equalize different perception by locals and non-locals on a single tune, that symphonize indigenous, students, foreigner, migrants.
Different sensibilities to sound aggregate thanks to the use of space as fundamental to produce sound via Theremin, in a scope of urban audiophilia, or the transposition of audiophiles into the public realm.
Theremin Urbani are site-specific. We propose two versions, both low cots, easy-to-install.
1. Canopy, a grid of metallic elements, positioned 3 meters from the floor in piazza della Vittoria.
2. Crop Circle, a forest of poles with round section, installed in public garden of the Castello.
Our Urban Theremins create an acoustic network: they connect different areas and habits in Pavia. Communication is not a mere sharing of information. Is everything that surrounds information in time and space, the framework where people interact and socialize.
Every Urban Theremin will also be a WiFi antenna; Theremin will allow people to be connected and participate in a website that will display a virtual map of the soundscape of Pavia, a database of the produced sounds produced by city-user and Urban Theremins.


almost victory

2009/05/29

faraday cage’s theremin project wins third prize (as the most innovating concept) of urban design fest competition. designs are actually displayed in pavia. enjoy.


pinot gallizio’s theremin

2009/05/27

cavernaantimateria

L’unico membro dell’I.S. che s’interessò al problema della relazione fra musica e situazionismo fu l’italiano Walter Olmo, il quale tirò fuori, assieme al prof. Giuseppe Cocito di Torino, il “thereminofono”. L’ apparecchio fu utilizzato solo una volta, in occasione della prima manifestazione pubblica della Pittura Industriale di Pinot-Gallizio, svoltasi nel maggio del 1958 alla Galleria d’arte “Notizie” a Torino. Gallizio dispose il thereminofono dietro le pareti della sua Caverna dell’Antimateria: gli inconsapevoli visitatori erano così sottoposti a “suggestioni” acustiche, che s’integravano con quelle visive.

fonte: http://aldomigliorisi.blogspot.com/2009/02/lo-stereo-rotto-dei-situazionisti.html


cage/cunningham’s choreography using theremin

2009/05/27

090228 > urban design fest results!

2009/05/25

this thursday (090528), in pavia (italy), urban design fest will announce the winners and mentioned project of the competition!
on friday (090529) during public party winners and their projects will be announced to citizens.
faraday cage’s proposal for urban theremin’s has been presented to this competition!


090522 > soundwalks

2009/05/25

some samples from our sound surveys in pavia. (september 2008, february 2009).


090525 > urban theremins txt

2009/05/25

Spazio e suono a Pavia
Pavia è una città silenziosa; poche auto nel centro storico; ogni tanto il crepitio dei battistrada sui sampietrini. È
possibile che una città così possa avere un problema pubblico di rumore? E perché il “desiderio recondito” delle
città sembra essere il silenzio?
Abbiamo chiesto ai cittadini di Pavia cosa ne pensassero del suono della propria città. Abbiamo ascoltato le loro
opinioni e scoperto una sensibilità propria a chi a Pavia è nato e cresciuto, diversa da quella di chi vive a Pavia ma
viene da fuori.
I pavesi hanno l’orecchio abituato al silenzio; a volte ne lamentano l’assenza nella propria città. Ma i rumori di
Pavia non sono quelli della metropoli industriale cui pensava Luigi Russolo. È il chiacchiericcio, la presenza
umana, la socialità studentesca spesa per strada; fenomeni non percepiti come problema acustico da chi viene da
fuori.
Siamo andati alla ricerca di qualcosa che creasse una “sutura”, un elemento di arredo urbano che potesse far
incontrare due sensibilità su un oggetto sociale e su un dispositivo di comunicazione.
Theremin Urbani
A partire da un approccio multidisciplinare, che tocca architettura, semiotica, geografia, economia, musicologia,
abbiamo intrapreso una operazione di mappatura del suono di Pavia. Un rilevamento di aree significative, per
rumore, silenzio, socialità; i vecchi angoli silenziosi di Pavia – come San Michele; i posti più frequentati – piazza
della Vittoria, Strada Nuova; luoghi intermedi – piazza Leonardo Da Vinci.
A fronte di questa etnomusicologia urbana, abbiamo cercato un adattamento urbano di uno strumento “spaziale”
per definizione, il Theremin. È “uno strumento che crea musica senza energia meccanica, come un direttore
d’orchestra muove semplicemente le proprie mani e il suo movimento ha un effetto sulla qualità e la resa della
musica.”, come scriveva il suo inventore, Lev Thermen, nel 1930.
Il Theremin Urbano è un’interfaccia installata in uno spazio pubblico che “crea musica” con la presenza umana.
Ha una voce che non riempie le orecchie ma si pone in posizione intermedia tra il silenzio e il rumore. I Theremin
Urbani hanno la potenzialità di rendere le persone coscienti di essere corpi attivi nello spazio; cioè che il loro
attraversare lo spazio pubblico ha delle conseguenze – acustiche, in questo caso – e che le tali conseguenze
hanno una rilevanza nella vita dello spazio pubblico.
Il Theremin Urbano è un dispositivo di inclusione, nella differenza di percezione del suono tra pavesi e non
pavesi. Fa incontrare i cittadini di Pavia pur nella loro differenza interna tra “autoctoni”, studenti, migranti.
Le diverse sensibilità si possono incontrare grazie a un uso dello spazio come elemento irrinunciabile della resa
sonora, nell’ottica di un’audiofilia urbana, cioè di una trasposizione della cultura dell’ascolto dalla dimensione
privata a quella pubblica.
I nostri Theremin Urbani sono site-specific. Due le possibili versioni che proponiamo. Due interventi a basso
costo, pensati per essere installati con semplicità. Il primo sarà Canopy, una maglia di elementi metallici sopra le
teste dei passanti. Una copertura filtrante e a densità variabile per piazza della Vittoria. Il secondo sarà Crop
Circle, una maglia di pali disposta a cerchio e installata nei giardini del Castello.
I nostri Theremin Urbani creano una rete acustica: collegano zone e abitudini sonore diverse a Pavia. La
comunicazione non equivale infatti al passaggio di informazione; è tutto ciò che viene prima e dopo l’informazione;
ciò che pone le basi perché, al di là di informazione e dentro allo scambio tra le persone, ci sia aggregazione.
Il network dei Theremin è un’interfaccia fisica che sottende uno sdoppiamento virtuale. Ogni Theremin Urbano sarà
anche un’antenna WiFi; attorno ai Theremin ci si potrà connettere e accedere a una mappa virtuale di Pavia: un
“doppio” su web dove poter ascoltare e tenere il polso della città; un sito sonoro che raccoglierà il data-base delle
voci prodotte dall’interazione tra cittadini e Theremin Urbani. Read the rest of this entry »


090525 > urban theremins

2009/05/25

faraday cage’s proposal for urban theremins


090522 > manifesto per thereministi urbani

2009/05/25

1. la metodologia impiegata è costantemente rinegoziata. ricerchiamo il contrabbando tra discipline differenti, scienze esatte e scienze umane. applichiamo una metodologia etnografica su pratiche di ricerca e sviluppo.

2. la comunicazione non coincide con l’informazione. deve crearne le condizioni di possibilità. la comunicazione è come una tavola apparecchiata per i conviviali. [ad algirdas julien greimas]

3. a parigi nel 1700 l’informazione circolava trasportata da corrieri su supporti cartacei e si ancorava a luoghi caratteristici dove tali corrieri s’incontravano. [a robert darnton]

4. “tutto ciò è musica a «misura della vita di relazione», contraddistinta da una ricchezza e da una varietà di fenomeni tale che a malapena si riesce a coglierli in tutta la loro estensione. La musica «autonoma», sorta assai più tardi, riportò la vittoria sull’altra solo nel XIX sec. Ma in precedenza a improntare lo viluppo non era l’opera d’arte eseguita in concerto, bensì la musica a «misura della vita di relazione». Essa viveva nell’attivo scambio tra i suoi portatori, cosicché ciascuno contribuiva a realizzarne gli elementi e intendeva il linguaggio musicale in comunione immediata, irriflessa.” [heinrich besseler 1959]

5. la comunicazione pubblicitaria nelle strade delle città del XVIII secolo era acustica. questo produceva dei paesaggi sonori molto più variabili che oggi. [richard murray schafer 1977]

6. al contrario dei discendenti dell’archetipo della capanna si vogliono produrre discendenti dell’archetipo del fuoco. il fuoco produce una serie di ambienti sovrapposti e alternati ed effimeri: un’area uniformemente illuminata, un’area riscaldata deformata dagli agenti atmosferici, un’area sicura. [a reyner banham]

7. l’architettura costruita è solo una delle soluzioni possibili per la scrittura dello spazio.

8. il cambio delle stagioni – luminosità, suono, odori e superfici dei luoghi in cui viviamo, lavoriamo, ci svaghiamo – suggerisce modi di fare esperienza dell’ambiente urbano che mettono in discussione la dominazione dell’occhio. [phyllis lambert 2005] il suono ha un accesso più diretto al subcosciente della informazione visuale [a ralf beil]

9. l’intero spettro dei fenomeni percettivi che costituiscono la dimensione sensoriale è sempre più fondamentale per la definizione dello spazio privato. Sfortunatamente non è ancora il caso dello spazio pubblico [mirko zardini 2005]

10. “la pianificazione urbana ha per lungo tempo privilegiato qualità dello spazio urbano basate esclusivamente  sulla percezione visuale. che si trattasse di definire uno spazio regolare attraverso il controllo dell’allineamento e dell’altezza degli edifici o attraverso la definizione di materiali e colori, di accentuare il contrasto e le differenze in una visione pittoresca dell’ambiente urbano, l’occhio ha sempre avuto una posizione predominante.” “suoni e odori sono sempre stati considerati elementi di disturbo e l’architettura e la pianificazione urbana hanno esclusivamente tentato di marginalizzarli, coprirli, o eliminarli del tutto.” [mirko zardini 2005]

11. ciascuna città possiede il suo proprio ambiente sonoro o soundscape [richard murray schafer 1977]

12. vogliamo un’urbanistica sensoriale capace di offrire una più estesa comprensione di insediamenti urbani, interessata a descrivere i caratteri e le atmosfere dei luoghi e che punti a contribuire alla definizione di un nuovo spazio pubblico. desideriamo produrre spazio attraverso il lavoro sulla sua componente sonora.

13. “ovunque siamo, ciò che sentiamo è rumore. Quando ignoriamo il rumore, esso ci disturba. Quando gli prestiamo attenzione, quando lo ascoltiamo, ci affascina” [john cage 1937]

14. “and immersion was really the point: we were making music to swim in, to float in, to get lost inside.” [brian eno, 1996]

15. le leggi municipali regolano il suono in una maniera astratta, in termini quantitativi, misurando i decibel, stabilendo soglie di disturbo, ma il desiderio recondito è quello del silenzio. [richard murray schafer 1977]

16. vogliamo costruire gli strumenti per questa urbanistica sonora, traendo il suono dagli ambienti, considerando lo spazio come componente da accordare, nell’ottica di un’audiofilia urbana. [a pierre schaeffer, fabio orsi, musica elettronica viva, faust, einstürzende neubauten]

17. cerchiamo un suono senza inizio e senza fine. “mi piace iniziare un pezzo senza che il pubblico sappia che è iniziato. E anche concluderlo senza che sappia che è terminato.” [john cage 1967]

18. il theremin è un’interfaccia prima che uno strumento musicale. il theremin è uno strumento spaziale, quindi adattabile a uno spazio cittadino [a lev thermen e giuseppe pinot gallizio]

19. un monumento di puro suono senza funzione [ad aldo rossi 1966]

20. le persone costruiscono le proprie mappe mentali attraverso la molteplicità degli stimoli, sensoriali e interiori.

21. possiamo considerare lo spettro sonoro della registrazione di una passeggiata in città come una cartografia di questo brano urbano.

22. i dispositivi oggi necessitano di interconnessione e dunque accesso libero alla rete – siano essi theremin o laptop o telefonia mobile. questa non è informazione ma liberazione dei corpi. [a michel foucault]

23. your engagement has consequences” [olafur eliasson 2004]

24. la tecnologia è laica; è l’uso che se ne fa a caratterizzarla politicamente. [a siegfried giedion]

25. “a chi ci accusasse di eclettismo metodologico risponderemmo che egli non è capace di accettare il ruolo di transizione (e quindi ambiguo) che a tutt’oggi viene assunto da una disciplina smembrata e multiforme come l’architettura” [manfredo tafuri 1980]


080620_faraday cage debut! RIKEA OST

2009/05/25

rikea, a project by marco lampugnani and antonio scarponi. faraday cage produced the ost, assembling samples of the names and the qantities of the elements that form the cart.


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